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In una scuola in continua evoluzione qual è la funzione del docente?
Una risposta a questa domanda la voglio trovare in questo brano preso da " Lettera a un insegnante" di Vittorio Andreoli
" Ho un tale rispetto per l'insegnante da chiedere che la scuola gli permetta di esserlo a pieno titolo, che lo aiuti a diventare quel punto di riferimento per la vita dei giovani sempre alla ricerca di miti e di eroi che sovente sono sbiaditi, sciocchi e semmai illuminati dal faro del successo che in poco tempo si spegnerà.
Per insegnare deve imparare anche dai suoi allievi in una circolarità che fa di lui una figura viva dentro il variare della storia: una figura opposta a quella stereotipata, minimalista, di chi vuole ridurre questo ruolo ad una funzione tecnica di comunicazione fredda, anche se precisa, di nozioni e di dati. Il tutto, invece, deve essere vitalizzato attorno all'allievo e alla classe come insieme di allievi. Alla scuola spetta il compito di inserire l'allievo dentro la storia e dentro la cultura di un borgo, di una città, di una nazione e del mondo intero. .... la scuola alleva, insegna a vivere, e la vita non è un'applicazione fredda di un programma, ma la capacità di conoscere le emozioni e i sentimenti e di sapersi realzionare con l'altro-da-se. ... è importante stabilire che la scuola insegna a vivere e dunque a vivere il tempo presente nel luogo dove la scuola si è impiantata ed esercita la propri attività. Ogni contributo serve a vivere e anche quando si fa riferimento ad una materia apparentemente distaccata dalla vita quotidiana, si deve compiere uno sforzo per collegarla, per similitudine o divergenza, con il tempo presente" |